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Backstage CAMERINO maggio 2012 |
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Giovedì 10 Maggio 2012 18:41 |
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Modelli: Francesca Di Gregorio, Antonio Cavallo
Style: Stefano Spartano, Concetta Pinca
Photo: Antonio Anastasia
Art director: Marco Carrino
Montaggio: Stefano Spartano
Product by: INDDE - industria di idee
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Editoriale - Le mie prigioni |
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Mercoledì 09 Maggio 2012 13:09 |
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Ciao amici,ho trentadue anni appena compiuti ed ho scelto la via dell'ergastolo per raccontarvi, in queste pagine, la dura vita di Grottalcatraz, il celebre carcere di massima insicurezza. Oggi ci hanno dato da mangiare pane e acquasale, e dopo, se non bastasse, siamo stati costretti a guardare le immagini della trasferta ad Albano Laziale dell'Amministrazione Comunale con capasoni e tarantelle al seguito. Una vera tortura per la mia intelligenza apprendere quale arretrata idea di promozione turistica caratterizzi la mia città: fuori. Dentro, nel frattempo, ho sentito dalla mia cella un forte boato (il mio secondino mi ha parlato di un Boeing 787) e non sono riuscito a gioire visto che da questa realtà calata dall'alto e chiamata Alenia Aeronautica, è atterrato un prodotto che non ha creato indotto per i miei figli fino ad ora. Non basta la soddisfazione per una fusoliera costruita in queste lande. Questo carcere mi ha indurito e inacidito, me ne rendo conto, ma c'è qualcosa che non riesco ad accettare, qualcosa in cui sono disposto a lottare e a battere i piedi: il verde. Non mi riferisco alla discarica o al solito e indispensabile tema della raccolta differenziata, ma parlo di parchi, di verde pubblico, di bambini spensierati che corrono prima del rincoglionimento di facebook. Un argomento taboo che coglie impreparati tutti o nell'indifferenza i politicanti. Voi che siete fuori, non vorreste un luogo dove poter andare a leggere un libro in santa pace, all'interno del contesto urbano, non in campagna in mezzo ai tendoni? L'altro giorno mi è venuto a trovare un vecchio uomo politico che davanti a questa mia esigenza mi ha fatto: “Amico mio, ce vuè? Ste la campagna!”. Punto e daccapo. Manca la cultura. Manca la speranza di rendere la città vivibile da questo carcere di cemento. Questo mio scritto è solo l'incipit di una battaglia che condurremo su questa rivista penitenziaria. Ora, lasciatemi dedicare questo numero a tutti gli amici della casa circondariale di Grottalcatraz. Per ora la fuga è rimandata, devo leggere Livù.
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Lunedì 16 Aprile 2012 12:01 |
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Con 933 copie vendute, Livù di marzo con la escort grottagliese "Flò" in copertina è il terzo numero più venduto di sempre.
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Editoriale - Nè Linea, nè verde |
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Mercoledì 04 Aprile 2012 17:00 |
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Dapprima ci fu Walter Chiari, figlio di un grottagliese, celebrato ultimamente in una discutibile fiction su Raiuno. Poi venne il superenalotto con gli 86 miliardi, passando per le gesta eroiche della velina Lucia Galeone. Ancora Daniele Galoppa, il difensore d'ufficio di Michele Misseri, ospite ogni sera qualche tempo fa in quel calvario audiovisivo di Rete4 chiamato “Quarto grado”. Grottaglie si esalta quando appare sulle televisioni nazionali. Mio padre fa “Na! Na! Piccia la televisione! Ste Grottaglie!”. Lo dice come se dovessi stupirmi e autocompiacermi necessariamente quando la mia città finisce su Raiuno. Sì perché diventa “la mia città” solo quando “la tua città” ha risalto mediatico. I 15 minuti di celebrità di Andy Warhol colpiscono anche le comunità provinciali in cerca di vetrina. Qualcuno urlerebbe ”Legittimamente!”. Infatti non ho voglia di fare il guastafeste. La trasmissione tv Linea Verde, che ha dedicato due terzi della sua puntata a Grottaglie lo scorso primo aprile, non è stata un male, anzi. Ma cosa accadrebbe se tutto questo impegno nell'imbellettarsi davanti alle telecamere si trasformasse in un atteggiamento attivo e concreto anche dietro le quinte? È molto ipocrita tirar fuori dalle tasche un improvviso amor civico solo ed esclusivamente quando qualcuno viene da fuori a filmarti. Il sentimento d'appartenenza – che non abbiamo mai avuto – e l'impegno per una città migliore non può materializzarsi solo in queste occasioni. La nostra comunità è divisa da interessi individuali e da ingiusti rancori che per magia scompaiono solo per rendersi affascinante agli occhi degli ignari telespettatori o degli indifferenti cittadini, ma non può prendere per il culo chi è a conoscenza della realtà. Ed ecco perché, mentre guardavo Linea Verde, oltre ad essere chiaramente contento per alcuni amici imprenditori - che hanno goduto di una pubblicità senza precedenti - non sono riuscito a non pensare in quel momento che “la mia città” non possedeva né linea, né verde.
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Backstage CAMERINO aprile 2012 |
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Mercoledì 04 Aprile 2012 16:50 |
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Backstage CAMERINO aprile 2012
Modelli: Vito RUSSO - Stefany CHIRICO
Style: Concetta PINCA
Photo: Marco CARRINO
Montaggio: Stefano SPARTANO
Product by: INDDE - industria di idee
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